Episodio 16 | L'istituto
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UN CARRELLO INFERNALE
Il tema centrale di L’istituto è uno dei capisaldi della filosofia morale: i cattivi sfruttano e uccidono centinaia di bambini per salvarne miliardi, o almeno così sostengono. Usando e consumando i poteri dei ragazzini , riescono a impedire tragedie molto più grandi. E King, insieme ai suoi personaggi, si chiede spesso: un comportamento del genere è giustificato? Mille vite valgono più di una?
Chiediamolo anche alla filosofa Philippa Foot, che nel 1967 inventò il famoso Dilemma del Carrello (The Trolley Problem).
Ci sono due versioni. La prima, il dilemma classico, funziona così: immagina un tram fuori controllo che corre su un binario. Davanti, legate alle rotaie, ci sono cinque persone. Non puoi fermare il treno ma puoi azionare una leva che lo devierà su un altro binario, dove c’è una sola persona. Se tiri la leva, salvi cinque persone ma ne uccidi attivamente una. La maggior parte dei partecipanti a questo esperimento mentale, circa il 90% nei test psicologici, sceglie di tirare la leva e sposare dunque una visione utilitaristica, come la signora Sigsby: il bene maggiore per il maggior numero di persone.
Ma c’è anche una variante, quella del Fat man.
Lo scenario è lo stesso, il tram corre verso cinque persone. Stavolta però non c’è una leva. Ti trovi su un cavalcavia sopra i binari, accanto a un uomo molto corpulento. L’unico modo per fermare la corsa del treno è spingere l’uomo giù dal ponte: il suo peso bloccherà il vagone salvando cinque vite ma, ovviamente, uccidendo lui. Matematicamente è uguale al primo esempio, ma in questo caso la maggior parte delle persone si rifiuta di agire, perché un conto è tirare una leva meccanica - è il treno che uccide l’uomo - un conto è spingere attivamente un essere umano verso la propria morte.
La signora Sigsby, il dottor Hendricks e tutti gli altri cattivoni dell’Istituto sono disposti a uccidere attivamente un bambino per salvarne cinque. Tim Jamieson e Luke Ellis assolutamente no. E nemmeno King, grande fan del dilemma del carrello, che come vedremo lo mette un po’ dappertutto. Per esempio.
La tempesta del secolo. Un essere malvagio, tal Andre Linoge, arriva in una isoletta e pone un ultimatum: datemi quello che voglio e me ne andrò. E quello che vuole è uno dei bambini dell’isola, per farne il suo erede, altrimenti ammazza tutti. La comunità deve decidere se sacrificare un solo bambino per salvare l’intera popolazione.
L’Ombra dello Scorpione. Qui il dilemma del carrello viene applicato su scala globale. Il comitato della Zona Libera deve decidere se inviare spie e infiltrati in una missione suicida nel territorio di Randall Flagg. Madre Abigail e gli altri sanno che stanno mandando individui singoli a morire, nella speranza che il loro sacrificio possa fermare il male assoluto e salvare i sopravvissuti.
Doctor Sleep. Il Vero Nodo uccide sistematicamente bambini con lo shining per permettere alla propria specie di sopravvivere. Qui sono ancora più cattivi, perché almeno ne L’Istituto c’è una pretesa di bene superiore, mentre per il Vero Nodo il sacrificio dell’innocente serve solo a prolungare la vita dei carnefici. Ecco cosa succede quando la logica del carrello cade nelle mani di gente davvero senza morale.
Cose preziose. Qui King gioca un po’ con una variante più subdola : Leland Gaunt non ti chiede di tirare la leva per salvare qualcuno, ma ti convince a fare un piccolo scherzo che, a catena, porterà alla fine il carrello a travolgere qualcun altro. Di fatto è il dilemma del carrello dove tu non sai nemmeno di avere la mano sulla leva.
Pet Sematary. Qui il dilemma è interno e ribaltato, riguarda la resurrezione anziché il sacrificio, ma le conseguenze sono le stesse. Louis Creed sa che riportare indietro suo figlio passando per il cimitero dei Micmac è sbagliato e pericoloso per gli altri, ma il suo dolore privato è troppo forte, quindi sceglie di deviare il carrello verso la propria famiglia e la comunità, mettendo tutti in pericolo di morte pur di salvare il singolo individuo amato, Gage.
La nebbia, soprattutto il finale del film, differente da quello del libro ma molto apprezzato da King. In questo caso, quando la speranza sembra svanita e una morte orribile per mano dei mostri è certa, uccidere i propri compagni è un atto di misericordia o un omicidio? Qui il carrello non corre verso cinque persone ma verso una sofferenza infinita. Azionare la leva/pistola è visto come l’unico modo per deviare il percorso verso una morte meno dolorosa.
Menzione speciale per Blaine il Mono, applicazione quasi letterale del dilemma del carrello. In Terre Desolate, il terzo libro della saga della Torre Nera, un treno senziente a intelligenza artificiale ha deciso di suicidarsi portando con sé tutti i passeggeri, a meno che non riescano a batterlo in una gara di indovinelli. Grande King! Qui è il treno stesso a essere il carnefice che costringe i personaggi a giocare con la loro vita per evitare la collisione mortale.
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MAPPA DI LETTURA
L’istituto è il sessantunesimo romanzo pubblicato da Stephen King e la settantaduesima opera complessiva, includendo anche le raccolte di racconti e i saggi. È uscito negli Stati Uniti, e anche in Italia, il 10 settembre 2019. La traduzione è di Luca Briasco.
King cita spesso Il Signore delle Mosche di William Golding come influenza principale di questo romanzo. Voleva scrivere di come i bambini agiscono davvero quando sono sotto pressione e senza il filtro degli adulti.
Ci sono anche molti riferimenti interni all’opera di King, come Salem’s Lot, citata nel romanzo per la sparizione dei suoi abitanti, e La scala dei suicidi di Castle Rock, molto presente anche nella trilogia di Gwendy. Dunque L’istituto opera nello stesso universo narrativo dei grandi classici kinghiani. E, dei grandi classici kinghiani ha anche due temi fondamentali: i ragazzini e i poteri paranormali.
Una domanda ricorrente in molte interviste: L’istituto è un sequel de L’incendiaria? La risposta di King è si, ma. Non lo è formalmente, ma viene considerato il suo successore spirituale. La grande differenza è che l’agenzia cattiva de L’incendiaria, La Bottega, era interessata al singolo potenziale militare, ne L’istituto invece si approfondisce la forza collettiva dei soggetti sotto esperimento.
MULTIMEDIA
Questa è la copertina della prima edizione italiana de L’istituto (e incredibile, Jacopo ce l’ha ma Giulio no).
Il 13 luglio del 2025 ha debuttato su MGM+ la prima stagione della serie tv su L’istituto. Otto episodi che coprono tutta la trama del libro. La regia è di Jack Bender (che aveva già diretto Mr. Mercedes) e la sceneggiatura di Benjamin Cavell, già autore di Homeland e della serie su L’Ombra dello Scorpione. Dunque, due mezzi kinghiani.
Il casting è stato forse l’aspetto più criticato della serie, soprattutto per la scelta di invecchiare i giovani protagonisti di un paio d’anni. Qui ricordiamo la divina Mary-Louise Parker, che interpreta la signora Sisgby, e Joe Freeman, il giovane protagonista che, tra le altre cose, è anche figlio di Martin Freeman, il Watson della serie tv Sherlock e molte altre cose bellissime.
La grande differenza tra libro e serie è geografica: nel romanzo la cittadina dove si rifugia Tim Jamieson prima di incontrare Luke e tutti gli inghippi dell’Istituto è dall’altra parte degli Stati Uniti, lontanissima da dove si svolgono gli eventi, e questo permette a King di raccontare con dovizia di particolari la fuga di Luke dai suoi carcerieri, i suoi viaggi in treno e tutto il resto. Nella serie invece la cittadina di Tim e l’Istituto sono vicinissimi, rendendo più semplice l’intreccio ma anche molto più prevedibile.
Comunque sia, la prima stagione è finita esaurendo tutto il materiale narrativo kinghiano. Questo significa che la seconda stagione, già confermata per quest’anno, sarà una storia originale. Dicono che è stata scritta in collaborazione con King, più probabilmente King ha dato una letta veloce alla sceneggiatura e via andare.
Secondo qualche anticipazione degli autori, la seconda stagione dovrebbe concentrarsi su tre punti:
La cospirazione globale. L’istituto in Maine non è l’unico presente al mondo, e questo già si intuisce nel romanzo, dunque Luke, Jim e tutti i sopravvissuti andranno a stanare le altre cellule in giro per il mondo;
La precognizione. Mentre la prima stagione si è concentrata su TP e TK, dunque telepatia e telecinesi, i nuovi episodi si concentreranno sui precog, persone cioè che riescono a predire il futuro;
Una The Last Of Us che non ce l’ha fatta. L’idea degli sceneggiatori è infatti quella di ricreare tra Luke e Tim la stessa dinamica dei protagonisti della serie The Last Of Us (se non l’hai vista, guardala, è fighissima), dunque Joel e Ellie. Ma ci riserviamo qualche dubbio sulla effettiva qualità dell’operazione.
CHI SIAMO
Io sono Jacopo Cirillo, e io Giulio D’Antona, ed entrambi facciamo gli autori nel tempo libero. Il nostro vero lavoro è leggere King e litigare. Nel 2023 abbiamo creato, scritto e condotto un podcast prodotto da Mondadori Studios e Sperling&Kupfer, si chiamava Kinghiana e parlava di Stephen King, un libro alla volta.
Dopo otto puntate, otto romanzi e una bella community all’ascolto, l’editore ha deciso di chiudere il podcast, un po’ perché non corrispondeva più alla linea editoriale della casa editrice, un po’ perché – non l’abbiamo ancora ben capito. Poco male, ci siamo detti: ce lo facciamo da soli, però chiamiamo anche Guido Brualdi a fare le illustrazioni. Ed eccoci qui.
Se vuoi seguirci su Instagram, questi sono i nostri profili: Jacopo, Giulio e Guidino, e questa è la nuova pagina dedicata a Kinghiana.
Ci sentiamo tra due mercoledì con la prossima puntata!





